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Messina, si accendono gli animi e Picciolo querela De Luca

Messina, si accendono gli animi e Picciolo querela De Luca

Dalle parole ai fatti ed è stato così che Beppe Picciolo, leader di Sicilia Futura ed ex deputato Ars, ha deciso di querelare il Primo cittadino di Messina. L’eventuale risarcimento del danno verrà devoluto alla mensa dei poveri S. Antonio. La scintilla è esplosa dopo che Cateno De Luca aveva inveito contro i consiglieri comunali dando loro degli “asini volanti“. Era stata immediata la risposta di Piero La Tona, consigliere comunale di Sicilia Futura: “Saremo pure asini, ma non siamo pecoroni”. Da lì un susseguirsi serrato di post contro post: una battaglia esplosa a colpi di “stati” sul social Facebook, che ha acceso gli animi.

Come sempre – ha dichiarato Picciolo – il Paesaneddu non perde l’occasione di pensare di essere lui il centro del mondo! La politica non è solo ricatti ed accattonaggio come qualcuno vuol far credere! Ma è anche dialogo serio e riservato. Spesso vale di più agire in silenzio che giocare a chi la spara più grossa! Quando avrò il tempo e la voglia di rispondere su tutte le cazzate politiche che si stanno facendo su tanti, troppi fronti….avrete modo di saperlo! Ricordati sempre che io niente…armadi niente scheletri. Non gestisco nulla di importante se non la mia dignità! Su quella ricordati…hai struzzato e struzzerai sempre molto duro! Sento aria fresca in giro!! Meglio pensare ai tanti cittadini in difficoltà che a un poverazzo come Me?No?? Di fronte ad un gigante culturale e comportamentale come il Paesaneddu! Chiedo umilmente scusa per aver rubato tre minuti del vs tempo e torno al lavoro!”.

Tutt’altro che tardiva la risposta del sindaco De Luca: “Alla delinquenza politica non c’è mai fine… Venghino signori… venghino… Sono contento che quando il gioco si fa duro escano allo scoperto i politici che. dopo avere svolto all ASP di Messina un ruolo da protagonista nell’era Crocetta, oggi continuano a sostenere il sistema gestionale politico – mafioso della sanità messinese in cambio di qualche posizione di potere. D’altronde tutti sanno che Beppe Picciolo fa sempre anticamera da Musumeci per ottenere un posto di assessore o quantomeno di sottogoverno (anche fare il responsabile del Condomio di Palazzo D’Orleans andrebbe bene …). E’ altrettanto logico che i suoi consiglieri di riferimento anche se con grande imbarazzo (pensate che La Tona nel giro di 24 ore ha votato per la delibera AMAM prima no e poi si è astenuto!!!) devono stare molto attenti a come si esprimono in consiglio comunale visto che io, non a caso, ho spostato la questione della tutela della salute nel naturale contesto che dovrebbe occuparsene. Come non ci si può indignare al cospetto dell’omertà dei deputati regionali e nazionali compreso il consiglio comunale sulla gestione dell’ASP di Paolo La Paglia? Cosa faceva, ad esempio, venerdì 22 gennaio ore 19 22 m e 33 sec, Beppe Picciolo con Ferdinando Croce (ma non sa nulla dell’affaire di 10 mIlioni di asp?) e gli onorevoli Tamaio e Dagostino nei corridoi del Palazzo ex Esa di Catania sede della Presidenza della Regione Siciliana? Era lì per tutelare Messina o per continuare a mendicare una presidenza di condominio con sponsor di eccellenza?
Ps: potrebbe mai il buon Picciolo parlare male di Paolo La Paglia se fino a qualche anno fa era il padre padrone della sanità messinese e dell’ASP?”
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E Picciolo: “Quando la politica scende ai livelli della diffamazione o, peggio, della calunnia, la democrazia è sempre più a rischio. Forse alzando il tono della voce e dello scontro, forse gettando tutto in una continua stucchevole commedia social, forse provando a fare il “gioco del cerino “qualcuno pensa di bloccare il diritto di pensare ed esprimere in libertà le proprie idee? Dando un colpo avanti ed uno dietro, minacciando dimissioni che restano sempre uno sterile annuncio, peraltro, mai richiesto da nessuno. Forse “ stecchito” un nemico… se ne deve trovare un altro per aprire nuovi fronti polemici? Ma anche la nostra proverbiale pazienza di “buddaci “ ha un limite. Abbiamo fatto gli “asini” (o meglio i muli da soma) perché rispettiamo Istituzioni, ruoli e battaglie nel merito. Ma non faremo mai i “pecoroni” al servizio di un gettone di presenza o di uno scomodo strapuntino da difendere. Noi abbiamo dimostrato sul campo la nostra lealtà alle Istituzioni ed agli interessi della Città, che abbiamo sempre anteposto anche alle esigenze della Politica. Ma lealtà e serietà non possono essere abusate e calpestate dal ripetersi di comportamenti che, nella drammaticità del momento, non sono più giustificabili”.

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