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Scuola, l’accorato appello di Biancuzzo al sindaco di Messina

Scuola, l’accorato appello di Biancuzzo al sindaco di Messina

È accorato l’appello del consigliere Mario Biancuzzo al sindaco di Messina, Cateno De Luca. La richiesta è di non riaprire le scuole, alla luce dei molti contagi e considerata l’emergenza pandemica che fa un anno a questa parte sta sconvolgendo il mondo, configurando una a dir poco difficile gestione del contenimento dei contagi da Covid-19.

Sappiamo davvero che esiste la pandemia che comunque sia continua a condizionare la nostra vita. Viviamo a metà, lavora solo chi è autorizzato da Dpcm di turno, piuttosto che dalle leggi o dalla nobile Costituzione. Tutti a casa, vaccini si, vaccini no, niente terapie e nessuno ne parla. Una vita a metà, relativa, precaria, incerta in balia di chi prima decide tra i vari colori dell’arcobaleno, come e quanto limitare la nostra libertà sacrificando anche le relazioni e gli affetti ed ogni rapporto interpersonale, peggio del coprifuoco durante la guerra. Negozi e attività commerciali e professionali chiuse a singhiozzo, ospedali in tilt oberati di lavoro con turni massacranti. Pochi medici e personale infermieristico, meno medici e tra loro molti a contratto a tempo determinato. Ovviamente la pandemia uccide, perché non siamo preparati.

Anche la scuola deve chiudere, ma chiude per ultima. Come se a scuola ci andassero i marziani piuttosto che bambini e giovani e docenti con una vita e una famiglia, come se a scuola avessimo chissà che soluzioni alla pandemia che ha messo in ginocchio il mondo tronfio di progresso e boria politica inconcludente. Ma la scuola in  questa crisi deve, deve sempre e per prima sacrificarsi. Ma cosa deve? Esporre tutto e tutti a nuovi e letali contagi? Con quale criterio si usa la flessibilità ad arte  per stare chiusi e poi aperti e poi di nuovo chiusi, mentre la pandemia resta e imperversa, mentre i veri rimedi nessuno li adotta è capaci di adottarli.

La scuola dovrebbe essere sacra, intoccabile rispetto alle logiche politiche nevrotiche, non ci sono i numeri né le condizioni per riaprire in sicurezza, basti pensare che i tamponi in città per le scuole sono facoltative ed in pochissimi si sono sottoposti all’accertamento. Cosa accadrebbe se di nuovo riaprissero le scuole. Quanti e quali famiglie devono piangere la perdita per contagio dei propri cari???

Che senso ha avere un Sindaco, massima autorità sanitaria in città, che difende con coraggio e determinazione le famiglie, i bambini, i ragazzi e la scuola. Il Sindaco deve sapere e decidere se aprire o no le scuole. Il Sindaco rappresenta e tutela i suoi cittadini. Non si chiede giustizialismo, ma Giustizia, buon senso e amore per il prossimo. La sicurezza e la salute vanno di pari passo in questo periodo storico più che mai.L’assenza di vaccini per la popolazione in questo momento basta per decidere saggiamente e salvare la scuola e il cuore della società che rappresenta.

Accoratamente mi appello come nonno, come padre e come consigliere al mio primo cittadino, fiducioso della sua superiore operatività, intelligente e lungimirante. Cateno, salvaci tu“.

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