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La famigerata responsabilità politica

La famigerata responsabilità politica

Riceviamo e pubblichiamo una breve riflessione sull’attuale situazione politica, di Carlo Callegari, dirigente nazionale del Partito animalista italiano:

“Puntualmente,quando la politica resta irretita nelle sue stesse trame, il precipitare della situazione verso esiti imprevedibili scuote gli animi al punto da costringere i più assennati a recuperare senza esitazione il senso di responsibilità smarrito negli intrighi.

E’ questa la rappresentazione convenzionale di un evento ricorrente sulla scena della politica italiana, regolarmente sottoposto a giudizi contrastanti e a manifestazioni di ipocrisia alternativamente incoerenti per l’impressione di ambiguità di un concetto polisemantico.

Infatti, si reclama responsabilità nel foro interno e nel foro esterno, verso se stessi e verso gli altri, verso la legge morale e la legge giuridica. Quindi il ricorso al senso di responsabilità, richiamando la libertà di coscienza, apre un passaggio surrettizio dalla dimensione pubblica alla dimensione intima della personalità individuale, dalla politica alla morale.

In tal modo, isolando la morale dalla politica, si radicalizza ogni contesa nella lotta tra bene e male, tra traditori e salvatori, e l’errore della loro incompatibilità consente al moralismo di una equivoca responsabilità, che pretende l’insindacabilità degli imperativi morali, di assicurare all’egoismo degli avventurieri della politica una legittima continuità oltre la crisi.

Invero ogni libera condotta è regolata da norme che ne determinano la responsabilità,morale,penale, politica,sociale, secondo l’ambito di attività. D’accordo con Max Weber il contenuto etico della professione politica richiede qualità intellettuali e morali specifiche: la passione o la fede in una causa, la responsabilità e la lungimiranza congiunte in una personalità forte ed equilibrata, perché il potere, strumento violento dell’agire politico, è indifferente al bene e al male.

E’ un rischio reale che, senza razionalità, saggezza e discernimento, avidità, vanità o fanatismo possono disporre di un potere fine a se stesso, intollerante, irresponsabile e demagogico.

Il dilettantismo avventuristico dei nostri politici è la causa dei nostri mali, che i cittadini, utilizzando i poteri costituzionali di autotutela, possono rimuovere sostituendo tutta questa classe politica irredimibile con una nuova generazione dirigente, espressione di un civismo da erigere a sistema.

A cominciare dalle realtà locali. A Messina si rende un servizio involontario alle sproporzionate ambizioni del sindaco De Luca interpretando, psicanalizzando,giustificando o aggredendo le sue decisioni, la sua condotta e il suo stile ,come se celassero significati originali e innovativi, mentre si tratta di un banale tralignamento da un ruolo amministrativo ritenuto modesto dalla vanità eccitata dall’aspetto demoniaco del potere.”

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