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Messina, sbaraccamento Fondo Fucile: consegna chiavi a 13 famiglie

Messina, sbaraccamento Fondo Fucile: consegna chiavi a 13 famiglie

Procede lo sbaraccamento a Messina e, in particolare, a Fondo Fucile, dopoché la richiesta di Dichiarazione dello Stato di emergenza era stata bocciata dall’allora Dirigente del Dipartimento nazionale di Protezione Civile. Era la legge n°10 del ’90 a disciplinare il risanamento e a prevedere le graduatorie. Poi, nel 2018, un emendamento, realizzato assieme a Francesco Scurria, ed approvato dal Parlamento, ha consentito tutto ciò che oggi è finalmente possibile. Oggi, la consegna, a Palazzo Zanca, delle chiavi a 13 famiglie.

La necessità di operare il risanamento si rende necessario causa le condizioni igienico-sanitarie precarie e l’alta presenza di amianto, utilizzato per le coperture delle abitazioni. Un progetto è in via di elaborazione con la previsione di 145 milioni di euro per oltre 200 immobili compresi asili, scuole, centri diurni per un’urbanizzazione che il vulnus del problema. “L’A.Ris.Me. sta lavorando e risolvendo molti problemi“. Lo ha riferito il vicesindaco di Messina, Salvatore Mondello.

Degno di nota un progetto, realizzato con i Fondi Pon Metro, è stato esposto da Valeria Asquini della Messina Social City: “Un percorso di accompagnamento all’abitare per cui le famiglie che oggi ricevono gli immobili acquistati con i fondi del PON Metro vengono seguite in questo percorso di accompagnamento all’abitare e all’inserimento nell’alloggio che viene loro consegnato. A breve, verranno attivati anche dei tirocini formativi per l’inserimento lavorativo di accompagnamento verso la creazione all’impresa e all’autoimpiego per cui una politica attiva anche del lavoro che mira l’inserimento lavorativo di queste famiglie che vengono prese in carico“. Sono circa 5 i milioni di euro in termini complessivi per la realizzazione del vasto progetto.

La procedura di consegna delle chiavi è avvenuta a Palazzo Zanca con la firma del modulo di assegnazione. Al più presto, dovrà avvenire la consegna della baracca all’A.Ris.Me. a pena la decadenza dell’assegnazione della casa. L’obiettivo è di impedire che altri possano subentrare nelle baracche lasciate vuote. Tra i beneficiari delle nuove case un signore che da 37 anni abita la sua baracca coperta di amianto di 50 metri quadri, i suoi due bambini ora sono sposati; poi anche una coppia al cosiddetto “lebbrosario” da 43 anni e da oggi finalmente in una casa vera sempre a Fondo Fucile.

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