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Una domenica di sole a Messina

Una domenica di sole a Messina

Questa domenica è stata una splendida giornata di sole, ma è stata anche una giornata foriera di incontri, come quelli che si fanno per caso nelle piazze di Messina quando è bel tempo.

Da antifascista, quale ritengo di essere, domenica sono andato a firmare per la proposta di legge “Stazzema” a piazza Municipio in compagnia di un’amica e, appena sceso dalla macchina nei pressi della Fontana Senatoria, la mia attenzione viene catturata da un distinto signore un pò attempato dalla folta e canuta capigliatura.

Ha lo sguardo assorto, ma tradisce un espressione sconsolata mentre fissa attentamente un bronzeo busto posto innanzi alla magnifica polla.

Incuriosito dalla singolare figura, non posso fare a meno di avvicinarmi per capire meglio la situazione, e scopro cosi che si tratta di Mariano Rossello, uomo di mille battaglie e memoria storica della nostra città.

Dopo i convenevoli di rito, mi spiega il motivo della sua presenza in loco e della sua malinconia. Nonostante abbia fatto numerose segnalazioni alle istituzioni e ai giornali il busto di cui sopra si trova in un stato pietoso.

Il nome è diventato ormai illeggibile, come anche la descrizione mancante sotto, ma sopratutto il bronzo stesso e il piedistallo che lo sorregge hanno un evidente bisogno di cure e a attenzioni.

Da messinese non posso fare a meno di sentirmi mortificato anch’io a questo punto, mortificato perchè scopro trattarsi del busto alla memoria di Antonio Martino.

Martino è stato quattro volte sindaco di Messina nel primo novecento, fiero Repubblicano mai aderì al fascismo, e padre di Gaetano Martino (promotore della Conferenza di Messina che porterà alla nascita della Comunità Europea).

Ma anche ideatore dell’acquedotto che porta l’acqua da Fiumedinisi e Monforte San Giorgio, conosciuto col nome della “Santissima” che, per ironia della sorte, forse alimenta proprio quella fontana.

Cerco di consolare in qualche maniera il buon Mariano e nel frattempo rifletto ad alta voce sul fatto che noi non siamo ciò che siamo, ma siamo ciò che eravamo. E se questo è il modo di trattare il nostro passato e la nostra storia, il presente mi appare davvero triste ma il futuro ancora possibilmente roseo, trascino dunque il mio nuovo amico a firmare per la legge antifascista, promettendogli di segnalare la cosa a chi di dovere.

Ora non so se la stanza dell’attuale sindaco abbia l’affaccio sulla fontana, ma lo invito a scendere e a guardare con i suoi occhi lo stato di abbandono in cui si trova il busto e di provvedere al restauro quantomeno dell’iscrizione.

Perché lo deve all’uomo che è stato Martino, lo deve alla città e ai cittadini che ha rappresentato e che continua a rappresentare con la sua memoria, lo deve ai visitatori che si trovano di passaggio a Messina e che non conoscono la sua storia, ma sopratutto lo deve a se stesso, perché adesso occupa lui quella poltrona e ne è idealmente l’erede morale.

Erede di quel lavoro iniziato oltre un secolo fa e che lui intende portare a termine garantendo l’acqua 24 ore su 24 a tuttà la cittadinanza.

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