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Cateno De Luca: scendo in campo senza se e senza ma! Nasce il movimento politico del meridione

Cateno De Luca: scendo in campo senza se e senza ma! Nasce il movimento politico del meridione

Cristo si è fermato ad Eboli, ma forse no, è sceso fino a Messina.

Cateno De Luca scioglie le riserve e scende in campo, e lo fa nel suo inconfondibile stile, durante l’odierna mattutina diretta facebook, dove lancia un duro attacco al governo Draghi che non starebbe mettendo nel recovery plan le risorse per il ponte sullo stretto di Messina.

Ma non è certamente uomo che si fa intimidire Cateno De Luca, non si fa sottomettere da quel tipo di politica che non prende in considerazione il meridione, quel tipo di politica che finalmente qualcuno in questo martoriato Sud italia ha deciso di cambiare.

E oggi in questo momento storico particolare, in cui le carte sono state finalmente sparigliate da una crisi globale senza precedenti, l’unica figura che può prendere in mano queste carte al tavolo del futuro del meridione è proprio lui.

Perché si può dire ciò che si vuole sui modi di Cateno De Luca, sulle sue polemiche, sul suo modo di comunicare, ma nessuno può mettere in dubbio il suo coraggio, le sue capacità e la sua strategica visione sul futuro del Sud.

Non c’è nessun altro politico in questa fase di transizione, che possa prendere in mano l’annoso problema della questìone meridionale e finalmente trovarvi delle soluzioni.

Nasce oggi, una vera rivoluzione che parte dalla Sicilia e precisamente da Messina, un movimento che può e deve fare la storia del nostro paese e far rinascere l’intero meridione.

Questo è l’annuncio ufficiale della nascita del movimento meridionalista postato pochi minuti fa sulla pagina del sindaco:

Movimento politico del meridione START!

Se il governo Draghi non inserirà nel recovery plan la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina lancerò il movimento politico del meridione per cacciare tutti i ladri di consenso elettorale che siedono nel parlamento nazionale in rappresentanza del sud ma agiscono come gli ascari per salvare la propria poltrona e servire i padroni dei partiti.

Non mi importa della mia carriera politica perché non ha senso combattere in trincea per cercare di elevare gli standard dei servizi municipali e risolvere le questioni strutturali territoriali quando i nostri figli e nipoti muoiono e moriranno di fame e dovranno emigrare al nord Italia o peggio ancora all’estero.

La soluzione è molto semplice: nell’ambito di tutte le opere strategiche inserite nel recovery plan l’Italia deve chiedere una espressa deroga per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina che potrà essere completato entro il 2030 piuttosto che 2026 come prevede l’Europa per il recovery found.

Vi invito a guardare l’odierna diretta ove ho spiegato come fare e cosa succederà.

Preferisco non fare più politica piuttosto che essere complice dell’assassinio socio economico della mia amata terra.

Ora si parte con il nostro progetto meridionalista!

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