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Il caos di ieri in tangenziale, il Cas conferma “inviata pec venerdì alle 16:20 a Città Metropolitana, polizia stradale, prefettura”

Il caos di ieri in tangenziale, il Cas conferma “inviata pec venerdì alle 16:20 a Città Metropolitana, polizia stradale, prefettura”

Continuano le polemiche per l’incredibile caos di ieri in tangenziale, a causa delle verifiche di sicurezza sul cavalcavia N° 1, altrimenti conosciuto come Viadotto Larderia, della tangenziale di Messina.

Le prove di sollecitazione del ponte,durate un paio di ore, hanno comportato la chiusura del tratto autostradale in entrambi i sensi di marcia, nel tratto compreso dallo svincolo di San Filippo a quello di Tremestieri.

Migliaia di automobilisti sono rimasti quindi bloccati in mezzo ad una bolgia infernale, compreso chi scrive, perché evidentemente non era stato predisposto un piano di emergenza per affrontare la circostanza e le inevitabili conseguenze che ieri hanno paralizzato la zona sud di Messina.

Cade dalle nuvole la Città Metropolitana che nel suo comunicato stampa afferma: “In considerazione del mancato tempestivo preavviso, la Città Metropolitana e il Comune di Messina, hanno potuto soltanto approntare rapidamente alcuni interventi per la fluidificazione del traffico.”

Eppure, a quanto pare, chi doveva affrontare la problematica era stato avvisato, ce lo conferma l’ufficio stampa di Autostrada Siciliane che, da noi telefonicamente contattato, smentisce il comunicato stampa della città Metropolitana e ribadisce quanto detto nel proprio comunicato di ieri con una importantissima aggiunta: “C’è una pec inviata alle 16,20 del giorno prima, ma a prescindere da questo gli interventi erano stati preventivamente concordati con la Città Metropolitana. L’amministrazione di Autostrade Siciliane ha mandato una pec a polizia stradale, prefettura, Città Metropolitana, come si fa solitamente in questi casi, in caso di ordinanza, sono stati allertati tutti gli enti interessati.

A questo punto, visto quello che è accaduto ieri, chi di dovere, questa pec non deve averla letta, non si spiegherebbe altrimenti quanto dichiarato dalla Città Metropolitana.

Fortuna, o Divina Provvidenza che dir si voglia, ha voluto che contestualmente al caos, pare non vi siano state situazioni di emergenza sanitaria o di pubblica sicurezza, altrimenti la vicenda, che pure evidenzia delle notevoli manchevolezze, avrebbe potuto assumere aspetti ben più gravi.

A questo sarebbe auspicabile fare chiarezza sulle responsabilità oggettive di quanto avvenuto, onde evitare altri possibili futuri gravi disagi per la popolazione e la sicurezza, e sopratutto capire il perché di questo corto circuito comunicativo tra gli enti coinvolti.

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