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Non prendo più il treno
Categoria: Lavoro / Tag:
09/12/2011 10:59:00

Si sono arrampicati fin sul tetto di un palazzo di proprietà delle Ferrovie, in via Prenestina a Roma, per protestare per il loro ormai prossimo  licenziamento. Parlo dei lavoratori della Servirail o, se preferite, i lavoratori dei treni notturni. Quei treni che per noi siciliani, a breve, rappresenteranno soltanto un ricordo. Ma è da anni che non facciamo che parlare di continue e sempre più pesanti dismissioni da parte di chi gestisce il trasporto su rotaia di uomini e merci. La Sicilia, in questo senso, vanta il record delle corse eliminate e dei servizi soppressi. I lavoratori e le loro famiglie sono solo un fastidioso orpello lamentoso che “costringe” il management aziendale addirittura a delle “estenuanti” trattative con i sindacati.

Sarebbe tempo di dare una definitiva lezione a questi signori che pensano alla Sicilia come ad una colonia d'oltre mare in cui poter fare il bello ed il cattivo tempo infischiandosene delle esigenze di un popolo che, se non sbaglio, è parte integrante di quello italiano. Sui nostri palazzi pubblici mi pare garrisca il tricolore e non la bandiera della Trinacria. E siccome non mi va di piagnucolare o di pietire per ciò che  spetta di diritto, credo sia giunto il momento di cominciare a far casino.
E che miglior lezione del boicottaggio? Basta treni, viva gli aerei (che a volte costano pure meno)! Sarebbe bello e divertente, una volta tanto, dare una sonora lezione a questi tracotanti da strapazzo che giocano con le vite umane con l'indifferenza di chi sta facendo una partitina a Monopoly. Mi piace sottolineare come RFI o Trenitalia o vattelappesca Ferrovie ex dello Stato intanto ha fortemente penalizzato la comunità siciliana con  tutta una serie di tagli ai servizi, agli orari di treni e traghetti; ha costretto i passeggeri a lunga percorrenza a fare comunque scalo a Roma (una volta si cambiava a Battipaglia …); ferma i treni su una sponda e per raggiungere l'altra occorre prendere la nave (a piedi, ovviamente). In questa occasione, come se non bastasse, il taglio più profondo è stato operando cancellando dal mondo del lavoro 86 persone ed altrettante famiglie. E non si parla nemmeno di mobilità o di cassa integrazione temporanea. Sono sinceramente indignato, anzi veramente incazzato. Per questo mi unisco idealmente alla lotta in difesa del posto di lavoro di queste persone e, lo prometto, non salirò mai più su di un treno.

Reno De Benedetto



3 Commenti


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COMMENTI

pippo
pippo / 12/12/2011 21:20:55
1
Ma, sai leggere???

Caro/a Mattia, ho notato il tuo commento e ho voluto controllare subito, sono un frequentatore del sito e lo apprezzo molto.

In sintesi, basta leggere e il nome di Elena è in cima alla lista dei redattori, proprio nella pagina "chi siamo", ( ma tu cu si?).

Lo strumento del commento agli articoli dovrebbe servire per osservazioni serie, utili, segno che questo può essere uno strumento per la libera espressione dei messinesi VERI, quelli che hanno a cuore la nostra città.

Blunotte975
Blunotte975 / 12/12/2011 17:14:35
2
Mattia

Ma a ttia cu ti potta? Se messinese nel DNA scometto. Di quelli che fanno di questa città quello che è.

Direttore averne di gente con iniziativa in questa città che giace in balia dei soliti noti che hanno in pugno l'informazione.

mattia
mattia / 10/12/2011 13:29:43
0
domanda

caro de benedetto, come mai nel "chi siamo" nn c'é elena? e come mai ieri da licordari non si é spesa nenache mezza parola per lei e per i suoi articoli, dato che ne scrive in media 5 su 8???? ridicoli.