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Visita all'Arsenale di Messina
Categoria: Arte e Libri / Tag:
24/02/2012 09:52:47

La Notte della Cultura festeggia il suo quarto anno di vita e, tra eventi e manifestazioni varie che si affiancano e susseguono in questo 25 febbraio, si aggiunge una novità assoluta: la possibilità di visitare l’Arsenale di Messina. Nato intorno al X secolo, ai tempi della dominazione musulmana, si tratta di una struttura abbastanza piccola, identificabile per secoli nella cosiddetta “Piazza del Tarzanà” (divenuta poi “Piazza della Darsena”); se all’inizio forse risultò utile ai suoi scopi, il piazzale si rivelò poi inadeguato rispetto alle necessità costruttive del momento e così, nel 1565, il Vicerè Don Garsia di Toledo realizzò un nuovo grande Arsenale per la manutenzione delle galee. Nel 1860, con l’avvento delle navi in ferro con propulsione a vapore, il Comune di Messina affidò al Genio Civile la costruzione di un bacino di carenaggio in muratura. Poi, nella prima metà del Novecento, l’Arsenale passò alle dipendenze della Regia Marina che attuò un’opera di rimodernizzazione e di ingrandimento. Negli anni Cinquanta il bacino fu ampliato addirittura fino a 150 metri in platea. Nel 2001 l’Arsenale è passato sotto la gestione dell’Agenzia Industrie Difesa.

Il percorso previsto per la notte del 25 febbraio è suddiviso in quattro tappe. La prima, denominata “L’Arsenale nella Storia”, riguarda il fabbricato artiglieria ed è stata curata dall’Associazione Culturale “Arsenale di Messina”: sarà possibile visionare immagini raffiguranti l’arte dei remèri, i costruttori di remi e imbarcazioni della Laguna di Venezia (e ciò è a cura di Marco Polo System e dell’Associazione “El Felze” di Venezia), nonché il cannone automatico da 76/62 MMI su torre.

La seconda tappa riguarda i fabbricati Fonderia, Carpenteria, Calderai: attrezzature per le fusioni, modelli in legno, iconografie sull’arte della fusione dei metalli, attrezzature di fucinatura e magli per le lavorazioni calderaie documentate da immagini di lavorazione e non solo: i visitatori potranno assistere alla proiezione di un video sulla costruzione dei chiodi fucinati nel corso della visita dal nome “Le Maestranze Artigiane e l’Archeologia Industriale”.

Le ultime due tappe riguardano il Bacino di Carenaggio (con brevi cenni storici e la visione notturna, affascinante, di una nave a secco sulle taccate) e il Rifugio antiaereo risalente alla Seconda Guerra Mondiale. 

Enrico Anastasi



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