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Dissesto idrogeologico: qual è lo stato dell’arte dopo gli incendi?

Dissesto idrogeologico: qual è lo stato dell’arte dopo gli incendi?

“Cosa si è fatto in questi ultimi mesi, dopo i devastanti incendi della scorsa e state, per prevenire e fronteggiare i rischi legati al dissesto idrogeologico del nostro territorio?”. E’ questo il principale e preoccupante interrogativo che il consigliere comunale Libero Gioveni, in vista anche delle possibili future forti precipitazioni che caratterizzeranno questo inverno, rivolge all’amministrazione, specie dopo le chiare e inquietanti espressioni riferite nel settembre scorso in aula da alcuni geologi.

Questi ultimi dissero testualmente che “le colline incendiate questa estate sono del tutto prive di vegetazione. Temiamo quindi che, a differenza di quando piove in quelle colline ricche di verde laddove l’acqua si infiltra quasi tutta nel terreno, alle prime piogge torrenziali il 90% dell’acqua scivolerà tutta a valle portandosi dietro tutto quello che incontrerà”.

Secondo Gioveni “l’intera città a questo punto ha tutto il diritto di sapere cosa si è fatto finora e cosa ancora si sta facendo per la messa in sicurezza dei circa 500 ettari di aree boschive distrutte totalmente dal fuoco”.

Nello specifico il consigliere chiede al sindaco Accorinti e all’assessore alla protezione civile Pino a che punto sia l’iter per la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo che sarebbe dovuto essere consequenziale proprio alla dichiarazione dello stato di calamità. E ancora Gioveni chiede a che punto sia l’iter per la stima dei danni subiti e i processi amministrativi e tecnici avviati con tutti gli organi preposti finalizzati alla ricostruzione ambientale e al rimboschimento delle nostre colline e se siano state individuate delle priorità di intervento e in quali zone del territorio comunale.

“Sono tutte risposte – conclude Gioveni – che l’amministrazione dovrebbe dare per rassicurare buona parte delle popolazione messinese che risiede in prossimità di aree a rischio rese fragili dagli incendi, estremamente preoccupata per la propria sicurezza”.

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