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Pace del Mela: grande successo per “Musikèbanna”

Pace del Mela: grande successo per “Musikèbanna”

Ha ottenuto grande successo l’evento “Musikébanna” che si è tenuto presso il Teatro del Mela domenica 24 giugno.

Il connubio tra la musica, nella sua accezione più ampia e la banda, immenso valore culturale del territorio, ha emozionato il pubblico che ha seguito con grande entusiasmo un repertorio unico, ricco di antiche sonorità siciliane e musica popolare.

In esclusiva per il programma “Momenti di radio” di Francesco Anania in onda su Radio Milazzo, abbiamo incontrato alcuni dei protagonisti di questo interessante progetto musicale, a partire dall’organizzatore, Ivan Martella.

Radio Milazzo: In cosa consiste il progetto e quali sono le finalità che si pone?

Ivan Martella: Il concerto odierno è una delle tappe del Festival Bandistico Terra di Sicilia, evento organizzato dall’Anbima Sicilia, con il patrocinio dell’Assessorato regionale Sport ,Turismo e Spettacolo.

Attraverso le bande musicali, la loro tradizione e radicalizzazione sul territorio, desideriamo creare un percorso che possa valorizzare la musica e la cultura siciliana. Oggi “Musikèbanna” rappresenta il culmine di questo percorso perché avremo tre bande che hanno messo insieme un repertorio unico con delle voci straordinarie e il progetto si concluderà a Palermo il 30 giugno.

Le bande presenti stasera sono la Banda musicale “M. Randisi” di S. Lucia del Mela, l’Associazione musicale “Alberto Favara” di Salemi e la Banda musicale “V. Bellini” di Tusa.

Radio Milazzo: L’Unesco ha riconosciuto il dialetto siciliano come lingua: alla luce di questo, possiamo affermare che la musica siciliana dà espressione alla storia della nostra terra e ai sentimenti di noi siciliani?

Ivan Martella: Assolutamente si, la musica è un linguaggio universale, che unisce le terre, i popoli, senza alcuna discriminazione. In quest’occasione la musica servirà a valorizzare la nostra terra così come in altre parti del mondo le stesse note valorizzeranno le tradizioni e la cultura di altri popoli.

Incontriamo adesso il Maestro Antonio Putzu, artista e musicista di spessore, dalla storia musicale affascinante.

Radio Milazzo: Ci racconta come nasce la sua passione per la musica:

Antonio Putzu: La mia passione per la musica nasce all’età di 7 anni, anche se mia madre mi racconta che già da piccolissimo suonavo le pentole in cucina, dunque è un amore che ho dalla nascita. L’amore per la banda è nato a 7 anni quando ho iniziato a studiare presso la banda della mia città, a Barcellona P.G emi sono innamorato del mondo della banda, fatto di condivisione, di passione e di sacrifici che però portano a tante soddisfazioni e a tanti risultati.

Radio Milazzo: Come nasce “Musikèbanna” e quali messaggi volete comunicare?

Antonio Putzu: Lo spettacolo nasce da un’idea della banda di S. Lucia del Mela dopo un concerto del 5 agosto con Mario Incudine. Sul solco tracciato il 5 agosto, la banda luciese mi propone di fare un evento che coinvolga più bande, evento improntato solo sulla valorizzazione e riappropriazione del patrimonio musicale tradizionale popolare. Mi occupo di questo da sempre tanto che mi sono laureato al Dams di Palermo proprio con una tesi di laurea sugli strumenti tradizionali siciliani. Il connubio dunque è stato naturale, così abbiamo coinvolto la banda di Tusa e di Salemi che hanno immediatamente aderito al progetto. Gli arrangiamenti in parte sono curati da me, in parte dal maestro Pedone della banda di Salemi.

Radio Milazzo: Quali sono i suoi progetti futuri legati alla valorizzazione del nostro patrimonio musicale?

Antonio Putzu: Collaboro con Mario Incudine e stiamo divulgando la tradizione e l’innovazione musicale in giro per il mondo. Personalmente sto lavorando ad uno scambio culturale con una comunità di siciliani in Australia i quali, pur essendo lontani , conservano nel cuore tutta la passione per le tradizioni siciliane.

Per concludere incontriamo Oriana Civile, cantante, musicista, interprete della musica tradizionale siciliana, dal curriculum ricco di esperienze e collaborazioni.

Radio Milazzo: Ci racconta i momenti salienti del suo percorso artistico?

Oriana Civile: Il momento saliente è stato frequentare il laboratorio di etnomusicologia a Palermo che mi ha spalancato le porte sulla nostra tradizione popolare e orale, sui canti che i nostri nonni intonavano durante le attività lavorative. Mi si è aperto un mondo perché la nostra musica popolare va oltre “ciuri ciuri” e “vitti na crozza” poiché esiste un mondo bellissimo che non si finisce mai di scoprire. Ne è un esempio il canto delle mogli dei marinai di Trapani che pregavano cantando affinchè i propri mariti tornassero a casa sani e salvi, durante le tempeste in mare.

Radio Milazzo: Tanti progetti realizzati e tanti premi e riconoscimenti ottenuti. Quanta storia custodisce il patrimonio musicale siciliano e quanto sono importanti progetti come “Musikèbanna”?

Oriana Civile: La storia e il patrimonio siciliano è ampio, forse per questo a volte difficile da gestire. Progetti come questo valorizzano il nostro patrimonio culturale perché fanno conoscere due mondi diversi: la banda che gli antichi chiamano “la musica”, quella con la M maiuscola perché scritta e la musica popolare, quella fatta dal popolo ma che esprimeva i sentimenti veri. Due mondi che vanno a fondersi. Inoltre la musica può trasmettere dei valori e chi ha il potere di fare musica, potere in quanto dono della natura, deve a mio avviso dare anche voce alle storture del mondo.

Il concerto “Musikèbanna” ha ottenuto l’alto gradimento del pubblico e si è concluso tra richieste di bis e lunghi applausi.

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