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Si è parlato di trasporto nello Stretto nella Sala Ovale di Palazzo Zanca

Si è parlato di trasporto nello Stretto nella Sala Ovale di Palazzo Zanca

Il Movimento popolare “Il ferribotte non si tocca”, Or.S.A., Unione Sindacale di Base e Antudo nella giornata di oggi, martedì 24 luglio hanno tenuto, presso la Sala Ovale di Palazzo Zanda, una conferenza stampa, nella quale sono stati argomentati i nuovi e futuri scenari del trasporto della Stretto di Messina.

Il trasporto ferroviario nello Stretto di Messina – si legge nel comunicato emesso al termine della Conferenza Stampa – è un capitolo di spesa che tutti i Governi, da più di un decennio, cercano di ridurre ai minimi termini. Sembra che il diritto alla continuità territoriale da garantire ai Siciliani sia il problema alla base della crisi economica nazionale.

Le navi, che trasportano i treni nel tratto di mare fra Messina e Villa S.G., subiscono l’attacco periodico delle istituzioni, fioccano soluzioni al risparmio giustificate con la “modernizzazione” del sistema, proposte fantasiose si susseguono ma il fine è sempre quello di appiedare l’utenza ferroviaria che una volta giunta nello stretto deve scendere dal treno e usare i mezzi veloci per prendere la coincidenza nell’altra sponda.”

Ciò che resta del trasporto ferroviario da e per la Sicilia rischia di essere azzerato dalla prossima costituzione di una nuova società, interna alla holding ferroviaria, per la gestione dei mezzi veloci attualmente in forza a Bluferries, la confusione fra i termini “continuità territoriale” (treno su nave) e “diritto universale alla mobilità” (mezzi veloci dedicati ai pendolari dello Stretto) è una furbata tattica studiata per confondere l’opinione pubblica e smantellare il traghettamento ferroviario già ai minimi storici.”

Bisogna, dunque, affermare i principi fondamentali e liberare il campo dalle strumentalizzazioni: il principio di Continuità Territoriale può essere riferito unicamente al trasporto ferroviario denominato “servizio universale” a lunga percorrenza che nello Stretto di Messina non subisce interruzioni grazie al sistema treno su nave finanziato dal Governo.”

Il servizio di metropolitana del mare (ex metromare) è nato, invece, per il trasporto dei passeggeri a piedi, garantisce il diritto alla mobilità ma non rientra nel concetto di continuità territoriale, va inquadrato nel Trasporto Pubblico Locale fra le città integrate dello Stretto e deve essere inserito in un capitolo spese a parte, le sovvenzioni possono arrivare anche dalle Regioni e dai Comuni interessati oltre che dal Governo centrale.”

Sindacati, analisti e tuttologi compiacenti assimilano i due servizi essenziali come fossero uno il doppione dell’altro. Le popolazioni meridionali si devono accontentare, non possono pretendere entrambi i diritti essenziali. In tale direzione, è orientata l’enfatizzazione della nascente società, figlia di un emendamento approvato durante il Governo Gentiloni. Essa è stata annunciata come unica opportunità per lo Stretto di Messina, ma in realtà si tratta della rivisitazione del “carico spezzato” proposto nel 2015 per eliminare il traghettamento dei treni nello Stretto e risolvere la questione con i mezzi veloci già esistenti.”

“La negazione del diritto fondamentale torna in voga con forme diverse ma la sostanza non cambia. L’emendamento dell’Onorevole Garofalo, approvato da Camera e Senato, parla impropriamente di continuità territoriale da garantire con i mezzi veloci e soprattutto non chiarisce dove saranno individuate le risorse per sovvenzionare la nuova società.”

“Da un recente incontro che il sindacato di base e la RSU eletta dai lavoratori hanno tenuto con i vertici locali dell’azienda RFI, d’altronde, è emerso che non c’è notizia di sovvenzioni di Stato aggiuntive. Si tratta di accollare a RFI un servizio in perdita da gestire con le risorse che l’azienda riceve per traghettare i treni a lunga percorrenza, destinati così a sparire. Che l’emendamento in questione fosse orientato a tagliare i fondi destinati al trasporto nello stretto era chiaro fin dall’inizio e serve a ufficializzare la gestione al risparmio già in atto.”

“Al momento, Bluferries effettua il servizio di traghettamento veloce in perdita perché il Ministero dei Trasporti ha da tempo sospeso le sovvenzioni. A coprire le perdite ci pensa RFI che di contro penalizza la continuità territoriale in perenne declino, sono rimaste solo due navi ferroviarie in linea, di cui una a mezzo servizio, i treni a lunga percorrenza stanno sparendo in nome di una modernizzazione che lascerà a piedi l’utenza ferroviaria.”

“Con l’effetto annuncio e la pubblicità ingannevole si sta giocando col fuoco, si rischia di azzerare un diritto sancito da cent’anni. La nuova società, autorizzata dal Ministero, assorbirebbe le risorse destinate alla continuità territoriale ferroviaria che consente ai siciliani di partire da Palermo e giungere a Roma senza scendere dal treno.”

“Chi amplia il concetto di continuità territoriale, mettendo nello stesso calderone traghettamento ferroviario e servizio di metropolitana del mare di fatto spalleggia quella politica che vuole dimezzare le risorse, tutto si riduce nell’eliminazione di traghetti e treni per il mantenimento di un servizio esistente dedicato ai pendolari, da sfruttare anche per le “coincidenze specifiche con i treni Inter City e Freccia Bianca/Argento sulla sponda calabrese”. Due piccioni con una fava….”

Ecco realizzata la “rottura del carico” che nel 2015 fu sostenuta dallo stesso Onorevole Garofalo affiancato dall’allora Governo regionale, progetto fallito grazie alla forte protesta del territorio che si compattò a difesa del “ferribotte”.”

L’area integrata dello Stretto rivendica pari opportunità, se s’investono ingenti risorse pubbliche per l’alta velocità da Roma a Milano non è tollerabile che al sud per avere un servizio bisogna rinunciare a un diritto garantito dalla Costituzione. La nascente società, che gestirà il traghettamento veloce, senza sovvenzioni sarà la palla al piede del servizio ferroviario a lunga percorrenza, pertanto il Ministero dei Trasporti, le Regioni Calabria e Sicilia, i Comuni di Messina, Villa S.Giovanni e Reggio Calabria hanno il dovere d’intervenire ognuno per le proprie competenze, il Governo centrale per potenziare il trasporto ferroviario abbandonato a se stesso, nel contempo le Regioni e i Comuni interessati dal traghettamento veloce non possono restare a guardare l’evoluzione degli eventi.”

La metropolitana del mare è un servizio locale e deve essere sovvenzionata anche dagli Enti Locali oltre che dal Governo. Il Movimento popolare “Il ferribotte non si tocca”, Or.S.A., Unione Sindacale di Base e Antudo chiamano alla mobilitazione la popolazione siciliana e calabrese a difesa dei diritti irrinunciabili e in assenza di risposte risolutive da parte delle istituzioni la lotta popolare si dispiegherà con sempre maggiore intensità.”

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