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Operazione “Terzo Livello” Scoperto un comitato d’affari a Messina: in manette, anche l’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile

Operazione “Terzo Livello” Scoperto un comitato d’affari a Messina: in manette, anche l’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile

Dalle prime ore del mattino, la Dia di Messina, sta dando esecuzione a numerose ordinanze cautelari nei confronti di esponenti di interesse della politica messinese e della criminalità locale e di imprenditori e faccendieri di origine messinese.

L’operazione viene condotta dalla Dia di Messina insieme al centro operativo di Catania e ai centri e sezioni di Reggio Calabria, Palermo, Bari, Roma, Caltanissetta, Catanzaro e Agrigento.
Contestualmente, sono in atto considerevoli sequestri di imprese e beni immobili, per un valore di numerosi milioni di euro.

L’attività d’indagine, denominata ‘Terzo livello‘, coordinata dalla Procura della Repubblica-DDA di Messina, diretta dal Procuratore Capo Dott. Maurizio De Lucia, ha messo a nudo, l’esistenza di una rete di rapporti d’affari che, per anni, ha gestito la cosa pubblica nel capoluogo Peloritano.

In totale risultano 13 provvedimenti cautelari chieste dalla procura, tra cui 11 sono misure personali, 2 interdetti e, mentre risultano 8 gli indagati. Fra gli arrestati spicca l’ex presidente del Consiglio comunale di Messina, Emilia Barrile.

L’ex presidente del consiglio comunale, attualmente ai domiciliari, è accusata di associazione a delinquere, abuso d’ufficio, atti contrari a doveri ufficio e violazione dei doveri di imparzialità nei confronti della Pubblica Amministrazione. La Barrile, infatti, aveva violato l’accesso al sistema comunale, estrapolando dati, al fine di favorire imprenditori locali, che le consentivano di rafforzare il suo consenso elettorale. Fra gli indagati figura l’imprenditore della grande distribuzione Antonio Fiorino.

Sono state disposte varie misure cautelari personali, cui è stata anche data esecuzione.

Custodia cautelare in carcere è stata disposta per Vincenzo Pergolizzi, di anni 65.

La misura degli arresti domiciliari è stata imposta a: Marco Ardizzone, di anni 46; Emilia Barrile, di anni 48; Francesco Clemente, di anni 51; Stefania Pergolizzi, di anni 40; Sonia Pergolizzi, di anni 38; Carmelo Cordaro, di anni 58; Michele Adige, di anni 38; Vincenza Merlino, di anni 54; Carmelo Pullia, di anni 50; Giovanni Luciano, di anni 53.

Inoltre, è stata prevista la sospensione dal Pubblico Ufficio in atto, ricoperto per la durata di sei mesi, per Daniele De Almagro, di anni 53.

Ad Antonio Fiorino è stato imposto il divieto temporaneo (6 mesi) di svolgimento di attività imprenditoriali; inoltre, sempre per 6 mesi, non potrà ricoprire uffici apicali all’interno di imprese e persone giuridiche.

I destinatari delle misure cautelari elencate, così come altri 7 indagati a piede libero, sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di una nutrita serie di reati che vanno dalla detenzione illegale di armi alla induzione indebita a dare o promettere utilità in concorso.

L’elenco prosegue con i reati di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio; accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico; turbata libertà degli incanti; associazione per deliquere; corruzione; intestazione fittizia di beni e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Quanto alle misure cautelari reali, a seguito di indagini finanziarie e patrimoniali, sono state applicate, per intero, ai capitali sociali e compendi aziendali della “PER.EDIL SRL”, della “CO.STE.SON. srl” e della “ER.GI. COSTRUZIONI srl”.

Più di 11 cespiti immobiliari, i beni compresi nel patrimonio personale di uno dei soggetti destinatari anche della misura cautelare personale. Il totale del valore, secondo le stime, ammonta a 35 milioni di euro.

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