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Il SINALP Sicilia denuncia le criticità presenti nell’edilizia abitativa e scolastica

Il SINALP Sicilia denuncia le criticità presenti nell’edilizia abitativa e scolastica

La Sinalp Sicilia denuncia come la Sicilia abbia il non ambito record di caduta ponti conquistato dalla Sicilia con il ponte di contrada Scorciavacche collassato dopo appena 10 giorni dalla sua inaugurazione. Dai media nazionale si è potuto apprendere come, da uno studio dell’Università di Bologna sul rischio crolli del patrimonio edilizio privato nazionale, la Sicilia si colloca, in questa disgraziata classifica, al secondo posto con un 26,2% di edifici pericolanti o in pessime condizioni manutentive dietro solo alla “più disastrata Calabria” che vanta un 26,8%.

Chiaramente le regioni più virtuose risultano essere quelle del nord con l’ultimo posto occupato dal Trentino con appena il 10,7% di edifici in cattive condizioni manutentive.

Contemporaneamente però a questi dati tremendi, che fotografano una situazione disastrosa specialmente nel meridione, si contrappone l’evidenza che da quando è stata abolita l’ICI, che incideva nelle tasche degli italiani per circa 9 miliardi di euro l’anno, con le nuove imposte che riguardano i beni immobili e cioè IMU, TASI, e TARI il prelievo fiscale è schizzato a ben oltre i 30 miliardi di euro annui su base nazionale – si legge in una nota della stessa SINALP Sicilia – Visti i numeri sorge spontaneo pensare che i cittadini e in special modo quelli del sud, che mediamente possiedono un reddito medio pro capite più basso, hanno dovuto scegliere tra la manutenzione delle proprietà immobiliari od il pagamento delle imposte ad uno Stato che si dimostra sempre più vorace causando, conseguentemente, il deperimento strutturale del bene simbolo degli italiani”.

“Non contenti di ciò – continua la nota del SINALP Sicilia – solo all’approssimarsi dell’apertura del nuovo anno scolastico e comunque solo dopo la strage di Genova, i nostri rappresentanti politici si sono accorti che anche gli edifici scolastici nella loro quasi totalità non hanno la certificazione antisismica e non sono a norma sulla sicurezza strutturale ed impiantistica. A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico il Sindaco di Messina ha deciso di chiudere, nel suo territorio, tutte quelle scuole che non garantiscono gli standard minimi di sicurezza, cioè quasi tutte. Oltre a tale plateale azione nulla si era mosso fino alla tragedia di Genova. Da quel momento in poi, come un formicaio calpestato, i nostri saccenti politici ed amministratori si sono risvegliati dal loro letargo cronico e incominciano a proporre soluzioni, anche tra le più fantasiose, probabilmente per proteggere le loro terga in caso di qualche purtroppo annunciata sciagura.

Riconosciamo la buona volontà del Governo Musumeci – prosegue ancora la nota – che ha provveduto per tempo a finanziare gli enti locali per la messa in sicurezza degli edifici scolastici ma solo questo non è sufficiente a garantire gli standard minimi ai nostri ragazzi che si recheranno a scuola. Quindi invitiamo il Presidente a predisporre una task force di tecnici qualificati che sia in grado, in pochi giorni, di effettuare i sopraluoghi presso tutte le scuole dell’isola per costatarne i reali interventi finanziati ed i livelli di esecuzione raggiunti”.

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