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Sicurezza in sanità, una accoppiata difficile

Sicurezza in sanità, una accoppiata difficile

Lettera aperta del dott. Giovanni Caminiti

All’ Ospedale di Taormina in provincia di Messina, nei locali del Pronto soccorso cioè in uno dei luoghi più pericolosi per un addetto alla sanità, pochi giorni fa.

Un soggetto, esasperato dall’attesa, si agita, minaccia, crea danni. E per fortuna non è successo di peggio
Uno dei tanti episodi di violenza contro la sanità messinese è stato attenzionato dalla stampa. Uno dei tanti, con la differenza che oggi qualcuno di questo parla.
Si tende all’ inasprimento delle pene per questi atti di violenza, ma un paziente, un parente, in attesa, agitato, prima di dare in escandescenze, si preoccuperà della pena ?
A Taormina aspettano le telecamere di sorveglianza, ma sarebbe bastata una telecamera a fermare un soggetto infuriato?
Certo che la presenza di forze dell’ordine efficienti al posto di guardie giurate, poveri padri di famiglia più confusi che persuasi, avrebbe potuto essere un buon deterrente. E allora se il ministro ha dichiarato che polizia e militari potranno essere dispiegati e l’Ordine dei Medici di Pordenone ha ottenuto l’intervento degli alpini, cosa si aspetta ? Che dopo stupri e violenze generiche ci scappi ancora una volta il morto ?
Meglio comunque sarebbe prevenire, diminuire l’intasamento dei Pronto soccorso, stornare i “codici bianchi”.
Un “codice bianco” valutato al triage dovrebbe essere affidato ad una equipe diversa dai sanitari del Pronto Soccorso diminuendo i tempi di attesa per i codici a maggiore gravità. L’equipe da codici bianchi” potrebbe essere realizzata trasferendo in Ospedale la sede dei Medici del soccorso Territoriale.
Non ci sarebbero costi aggiuntivi per il personale da impiegare, diminuirebbero i costi di gestione liberando gli immobili occupati dai Medici territoriali e, cosa di maggiore rilievo, questi Medici avrebbero la protezione delle forze dell’ordine schierate presso gli Ospedale, se mai questa dovesse accadere.
E’ così difficile ?

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