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Atm: la Cgil pensa alle sorti dell’azienda e aspetta un incontro con De Luca

Atm: la Cgil pensa alle sorti dell’azienda e aspetta un incontro con De Luca

“Mentre il sindaco De Luca rinvia in modo ingiustificato il confronto con il sindacato confederale, le scelte dell’Amministrazione comunale e del Cda dell’Atm presieduto da Pippo Campagna stanno aggravando la situazione all’interno dell’Azienda trasporti cittadina”, questo il commento del segretario generale della Cgil di Messina Giovanni Mastroeni davanti ai problemi in atto.

Il segretario fa presente le questioni che hanno ripercussioni sui dipendenti e sui servizi alla collettività: la delibera di Giunta comunale del 29 giugno che definisce di avviare la costituzione di una società multiservizi in cui far confluire l’Atm e l’Amam, il blocco successivo dell’assunzione degli autisti a tempo determinato e il non rinnovo per i 44 già presenti in azienda, il piano di esercizio predisposto dal Cda senza avere avuto l’approvazione delle organizzazioni sindacali che prevede un taglio sempre crescente del servizio con il crollo dei bus nelle periferie ma anche nelle altre zone della città, l’esternalizzazione del servizio soccorso ad una ditta privata, il tentativo in atto di privatizzare l’officina, le pressioni sul personale Ztl e il tentativo di ritornare al sistema cooperative, l’annuncio del 16 settembre fatto dal sindaco dell’eliminazione del servizio tram entro giugno 2019 nel nuovo Piano trasporti che si sta predisponendo, il tentativo di azzerare il secondo livello di contrattazione aziendale, le valutazioni non corrette sul debito dell’Atm che negli ultimi anni non è aumentato.

“L’elenco – dichiara Mastroeni – potrebbe allungarsi perché ogni giorno il sindaco e il Cda rendono sempre più evidenti l’obiettivo di questa Amministrazione: chiudere l’Atm”.

Il segretario Cgil sottolinea la grande preoccupazione degli oltre 500 lavoratori ed i disagi della città che negli ultimi due anni aveva avuto un servizio bus (passando da 12 a 65 mezzi circolanti) e tram il cui livello di qualità era enormemente aumentato con una crescita di entrate per la stessa Atm.

In soli 90 giorni dell’amministrazione De Luca è stato fortemente ridimensionato il servizio e la sua qualità creando una forte protesta delle periferie ormai isolate dal centro della città e un clima di paura tra i dipendenti dell’azienda.

Le organizzazioni sindacali Filt-Cgil Fit-Cisl Uiltrasporti hanno denunciato le questioni indicate avviando un percorso di mobilitazione dei lavoratori e hanno interessato la Prefettura.

“Il sindacato e i lavoratori – conclude Mastroeni –   hanno il dovere, in presenza di tutto quello che si sta verificando all’Atm di rispondere con la mobilitazione per bloccare il declino dell’Azienda che il sindaco De Luca e il Cda stanno attuando”.

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