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Nave della Marina Militare sotto inchiesta: a bordo 700 chili di sigarette di contrabbando

Nave della Marina Militare sotto inchiesta: a bordo 700 chili di sigarette di contrabbando

Stando a quanto emerso da un articolo apparso in settimana sul sito internet de “Le Iene”, lo scorso 16 luglio, a bordo della nave Caprera della Marina Militare italiana, appena rientrata da un’operazione in Libia, sono state ritrovate e conseguentemente sequestrate ben 3.600 stecche di sigarette di contrabbando, imballate in 72 scatole, per un peso complessivo di 700 chili.
L’operazione Nauras, in cui era impegnata la Caprera, prevedeva che l’imbarcazione fornisse ausilio alla Guardia costiera ed alla Marina militare libiche in termini di supporto logistico e manutenzione dei battelli.

L’interrogativo che a questo punto si apre sulla vicenda riguarda non solo il modo in cui tali sigarette siano potute arrivare a bordo della nave, ma ancor di più su chi possano essere i fornitori di queste ultime. Aspetto su cui Le Iene, sottolineando come in un paese nel caos come la Libia sia improbabile che il traffico di sigarette possa essere gestito da attori diversi dagli stessi trafficanti di esseri umani, aprono prospettive inquietanti.

Sulla vicenda sono attualmente in corso tre differenti inchieste. La prima condotta dalla procura di Brindisi, dove la nave era ormeggiata al momento del ritrovamento, la seconda da parte della Procura militare di Napoli e la terza, interna, condotta dalla Marina stessa.

Intanto la Marina ha diramato un comunicato in cui sottolinea che “A segnalare la notizia del carico a bordo, chiedendo l’intervento della magistratura, è stato proprio il comandante della Caprera, il tenente di Vascello, Oscar Altiero”.

Pertanto, solo a seguito di tale segnalazione sarebbe avvenuto, sotto indicazione della Procura, l’intervento della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera che, insieme al comando dell’unità, hanno materialmente provveduto al sequestro.
Versione che ribalta quanto era apparso in un primo momento laddove si era parlato di un “Blitz della Guardia di Finanza”, lasciando intendere che si potesse trattare di un’iniziativa autonoma della stessa.

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