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Casa Serena, il centro anziani che costa al Comune 1,5 milioni l’anno è a rischio chiusura

Casa Serena, il centro anziani che costa al Comune 1,5 milioni l’anno è a rischio chiusura

Ieri sera, nel corso del secondo incontro tenutosi tra il sindaco Cateno De Luca e i sindacati, si è tornati a discutere dell’annoso problema dei costi di Casa Serena, istituto di assistenza per anziani finanziato dal comune.

Il tema non è certamente nuovo, già nel 2012, infatti, il commissario straordinario Luigi Croce aveva evidenziato la necessità di intervenire in maniera drastica sull’istituto, che necessitava di imponenti lavori di messa a norma e di una profonda revisione nella gestione.

Anche Antonina Santisi, assessore alle politiche sociali della giunta Accorinti, aveva riconosciuto le disfunzionalità del centro, tentando di sopperire a queste ultime con quelli che però sono risultati essere interventi tampone, insufficienti per risolvere i problemi alla radice.

Negli anni dunque, anche a causa della forte opposizione generata dalle parti sociali nei confronti di tutte le iniziative orientate a modificare la situazione di Casa Serena, le criticità sono rimaste sempre le stesse e sono quelle che, inevitabilmente, vengono descritte anche dall’attuale amministrazione comunale.

Tra queste risulta di primissimo rilievo il sistema di gestione del personale tramite le cooperative, secondo molti colpevoli di monopolizzare gli appalti a loro piacimento e di produrre, conseguentemente, un forte impoverimento dei servizi offerti a dispetto delle cifre erogate. In proposito è stata fatta notare la proporzione (o meglio sproporzione) tra i dipendenti del centro ed i suoi ospiti: 41 dipendenti per la gestione di 50 anziani.

Tale anomalia risulta ancor più difficilmente accettabile da parte dell’Amministrazione in considerazione del fatto che a fronte del milione e mezzo di euro che annualmente vengono erogati per l’istituto questo riesce a recuperarne solo 140 mila attraverso le rette.

Da qui la decisione di De Luca di firmare il decreto per la scissione del contratto con la cooperativa che attualmente gestisce il centro e l’inevitabile scontro con i sindacati.

Chiudiamo Casa Serena perché così non possiamo permettercela”, ha dichiarato il primo cittadino che, come ha già ampiamente dichiarato in precedenti occasioni, vede nella voce dei Servizi Sociali (la terza nel bilancio cittadino con una spesa di più di 55 milioni di euro annui, 235 euro per cittadino) il principale capitolo di bilancio in cui reperire le risorse necessarie per portare avanti il pacchetto di provvedimenti “Salva Messina”.

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