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Comune di Milazzo: 160 posti di lavoro a rischio, la nota dell’onorevole Catalfamo

Comune di Milazzo: 160 posti di lavoro a rischio, la nota dell’onorevole Catalfamo

Il deputato regionale Antonio Catalfamo, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha depositato all’Ars un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Governo Musumeci, sul tema dei precari del Comune di Milazzo.

L’interrogazione chiede un intervento armonizzato tra governo nazionale e regionale, al fine di evitare che la mancata approvazione degli ultimi 3 bilanci comporti di fatto l’impossibilità di prorogare i contratti agli oltre 160 precari del Comune, che costituiscono quasi la metà dell’organico complessivo.

Sul tema delle coperture finanziarie necessarie alla proroga dei contratti a tempo determinato del personale dei i Comuni in riequilibrio o in dissesto (come Milazzo), il Dipartimento delle Autonomie Locali, in una nota della settimana scorsa, aveva inteso tranquillizzare enti e dipendenti sostenendo che tali costi gravassero interamente sul bilancio regionale.

Stando a quanto scrive Catalfamo nella sua interrogazione, però, la maggior parte degli enti che dovrebbero ricorrere alla proroga non rispetterebbe i requisiti legali necessari perché questa possa essere concessa, poiché dipendenti dal “rispetto dei vincoli di finanza pubblici e dall’approvazione degli strumenti finanziari”.

Da qui la richiesta al Governo Regionale su quali iniziative intenda adottare, anche attraverso le necessarie interlocuzioni con il Governo Nazionale, per consentire concretamente agli enti in dissesto o in riequilibrio finanziario, in deroga alle norme vigenti, la proroga dei contratti del personale in servizio a tempo determinato per l’anno 2019. Anche in assenza dell’approvazione degli strumenti finanziari e dei Piani triennali dei fabbisogni di personale.

Stiamo cercando di trovare una soluzione a questa impasse burocratica – scrive Catalfamo in conclusione – insieme al governo regionale e al sindacato del Csa di Messina che ringraziamo. Milazzo è infatti un caso sui generis non soltato per il dissesto finanziario ma per la mancanza di certezza sui bilanci. Il nostro impegno a supporto di questi lavoratori e delle loro famiglie è sempre stato inderogabile, anche prima di insediarci all’Ars, e per questo ci batteremo per garantire una proroga all’intero comparto.”

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