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Una strage umana e poi il buio…

Una strage umana e poi il buio…

La Dott.ssa Ines Catania, psicologa, analizza oggi un fatto di cronaca accaduto qualche giorno fa.

Un’altra tragedia consumatasi a causa dell’esondazione di un fiume. Una famiglia distrutta: un bambino di un anno appena, morto annegato, suo fratello li con lui e la mamma pure, insieme alla figlia femmina ed ai nonni. Un solo superstite: il papà dei bambini e marito della signora.

In pochi attimi tutto si è spento, tutto è finito! E qui non possiamo parlare soltanto di lutto, ma di macro tragedia familiare con annessi e connessi.

Il lutto, in senso generico, è quel sentimento di dolore che si prova quando si sperimenta una perdita, quel vuoto che rimane dopo la morte. Un dolore dovuto alla consapevolezza che la perdita è per sempre e che non ci sarà più un ritorno.
Ma in questo caso specifico parliamo di nove lutti contemporanei, una “catastrofe umana”.
E chi è rimasto dovrà fare fronte al senso di colpa di essere sopravvissuto, di non aver potuto salvare genitori e moglie, ma soprattutto i tre figli.
E per un genitore, sopravvivere ai propri figli è qualcosa di particolarmente straziante, che contraddice la natura elementare dei rapporti che danno senso alla famiglia stessa. La perdita di un figlio o di una figlia è come se fermasse il tempo: si apre una voragine che inghiotte il passato e anche il futuro. La morte, che si porta via il figlio piccolo o giovane, è uno schiaffo alle promesse, ai doni e sacrifici d`amore gioiosamente consegnati alla vita che abbiamo fatto nascere.
Il niente in un solo attimo, il buio più totale…
Quale sarà la motivazione che porterà quest’ uomo a fare un po’ di luce nella sua triste esistenza?
Spazio, buon senso e competenze ai professionisti, affinché possano far emergere qualche risorsa.
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