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Sempre più caldo… Che fare?

Sempre più caldo… Che fare?

Sono a Lodi, dove mi sono appena trasferito, e dove vengo di tanto in tanto da quasi trent’anni per trovare dei parenti.

Siamo nel cuore della Pianura Padana, terra di stagioni nette: estate dal caldo opprimente, autunno piovoso e nebbioso e via via più freddo, inverni con lunghi periodi secchi e qualche nevicata il cui manto rimane al suolo anche settimane, con temperature spesso sotto lo zero; primavera calda con grosse escursioni termiche. Anche gli insetti hanno qui una stagionalità ben precisa. Le zanzare in estate, le odiose cimici in settembre e primi di ottobre.

Ma da una ventina d’anni le cose sono cambiate. Gli inverni sono diventati sempre più secchi o, quando passa una perturbazione invernale, alla neve si é sostituita spesso la pioggia. La nebbia si é dimezzata, dati alla mano. E molte colture e produzioni alimentari sono legate ad essa. Per non parlare del foehn, il vento secco dalle Alpi che fa schizzare in alto il termometro in qualsiasi stagione.

Da quando sono qui – circa tre settimane – ho visto di tutto: trenta gradi a fine ottobre, temperature che i primi di novembre non scendono sotto i 13 gradi in piena notte (media delle minime del mese +4), zanzare e cimici ancora in circolazione, massime che sfiorano i 18 gradi. Nebbie improvvise che svaniscono subito. Temporali in pieno autunno, cosa sempre più frequente qui. Nelle zone senza il mare il cambiamento climatico é più visibile, drammatico, cupo. Si risparmia sul riscaldamento, ma la salute risente degli sbalzi termici, delle scaldate improvvise, delle piogge esagerate.

Da Messina mi giungono notizie di alluvioni disastrose, così anche dal vicino Veneto. Si dirà che nell’alto medioevo in Scandinavia spadroneggiavano le cavallette e in Inghilterra si coltivava la vite. Vero: c’erano quattro gradi più degli attuali. Ma é vero che i gas di scarico delle auto, le industrie, gli esperimenti nucleari che negli anni ’50 e ’60 a centinaia hanno deturpato i cieli del pianeta, per non parlare delle manipolazioni climatiche fatte alla luce del sole da vari governi (occhio, non sto parlando di scie chimiche, ma del governo cinese che fa nevicare a Pechino irrorando l’atmosfera, di quello israeliano che fa piovere nel deserto, di quello russo che crea il cielo sereno per le parate militari: tutto dichiarato in modo ufficiale) sicuramente incidono e accelerano i processi di riscaldamento iniziati dopo la fine della piccola era glaciale (fine ‘800).

Città come Praga hanno guadagnato quattro gradi in un secolo e mezzo. Neanche la nostra Messina scherza, con un aumento delle piogge e due gradi medi guadagnati dagli anni ’50, passando ufficialmente da “clima mediterraneo” a “clima subtropicale” (avendo superato i 18 gradi medi annui).

Non ho soluzioni e non voglio essere catastrofista, ma certamente é una situazione drammatica. Intere foreste distrutte, fiumi in piena, caldo anomalo. Questa é l’Italia del 2018. E non basterebbe un eventuale inverno rigido a riequilibrare le cose.

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