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Al Palacultura di Messina celebrazione in memoria della scrittrice milanese “Neera”

Al Palacultura di Messina celebrazione in memoria della scrittrice milanese “Neera”

Si terrà domani, martedì 27 novembre, alle ore 17, presso il Palacultura di Messina, l’esposizione biblio – documentaria, in occasione dei cento anni dalla morte di Anna Radius Zuccari, scrittrice milanese appartenente al Novecento letterario italiano.

L’evento culturale organizzato dalla biblioteca comunale Tommaso Cannizzaro vedrà la partecipazione dello storico Giovanni Molonia, della professoressa Daniela Bombara, che con un intervento intitolato Al di là degli ardori romantici: Neera Anna Radius, esporrà la vita, le opere e i “carteggi letterari” della scrittrice con il poeta messinese Tommaso Cannizzaro.

Voce quasi sconosciuta nel panorama della letteratura italiana, nel periodo compreso tra Otto e Novecento Anna Radius Zuccari, in arte “Neera” dalla memoria del conosciuto poeta latino Orazio Flacco, nasce a Milano, in via Monte di Pietà, il 7 Maggio 1846. Inizia a scrivere sin da bambina, da autodidatta.

All’età avanzata di 25 anni, sposa l’avvocato Adolfo Radius, persona amabile ma estranea all’ambiente culturale milanese, con il quale ha due figli: Adolfo e Maria.

L’inizio della carriera letteraria si colloca nel 1875, all’età di 29 anni, in cui Anna Radius pubblica la sua prima novella su una nota rivista milanese appartenente all’epoca ottocentesca “Il Pungolo”, firmandola con lo pseudonimo di oraziana memoria Neera.

La sua esistenza si svolge interamente a Milano nella casa di Borgospesso, dove la Radius si spegne il 19 Luglio 1918, all’età di 72 anni, malata di tumore. La sua tomba si trova al cimitero monumentale ornata da una statua simbolica, opera della scultrice Lina Arpesani.

Autrice di romanzi, novelle, poesie, studi morali, tra le sue opere spicca Teresa, pubblicato nel 1886, riproposto in diverse edizioni, in cui la scrittrice propone il tema a lei più caro: il dramma della protagonista, una zitella totalmente sacrificata sull’altare degli interessi familiari, segnata dalla malinconia, dalla rinuncia e dalla solitudine.

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