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Svolta per lo stretto di Messina: nasce la sedicesima autorità portuale

Svolta per lo stretto di Messina: nasce la sedicesima autorità portuale

Proprio in questi giorni lo stretto di Messina si trova protagonista di quella che può essere definita senza dubbio come una svolta storica. Si è tenuta lunedì 17 dicembre 2018, nel Salone delle bandiere al Palazzo Zanca, la conferenza stampa presidiata da Francesco D’Uva, capogruppo del M5S alla Camera dei deputati, avente come protagonisti altri importanti membri del movimento oggi al governo e come argomento centrale l’analisi della nuova legge riguardante l’Autorità portuale dello stretto.

L’Autorità portuale in Italia è un ente pubblico di personalità giuridica che, tra gli scopi istituzionali, ha la gestione e l’organizzazione di beni e servizi nel proprio territorio portuale. Rappresenta in tutto il mondo i porti di sua competenza, in questo caso i porti che fanno capo all’Autorità di sistema portuale dello stretto sono quattro: Milazzo, Messina, Villa S.Giovanni e Reggio Calabria.

Questa proposta di legge non è sicuramente nuova, anzi, risale a quando alcuni esponenti del M5S nel 2015 ancora all’opposizione, avanzarono la richiesta di istituire quella che risulta essere oggi una grande opportunità di crescita per i territori appartenenti alle due regioni.

Serviva qualcosa di diverso per lo stretto di Messina, noi ci siamo battuti con un’idea ben chiara riguardante un’autorità portuale che non fosse quella di Gioia Tauro, che si occupa di Grand-shipment, nulla a che vedere con quello che accade a Messina dove vi è un deciso traffico di passeggeri e pendolari” – queste le parole di Francesco D’Uva che hanno subito entusiasmato il pubblico di cittadini presenti all’incontro – “Ci siamo battuti per qualcosa di giusto e non per qualcosa che viene fatto per puro campanilismo. Se questa battaglia può essere definita conclusa sotto il punto di vista legislativo, non è da considerarsi solo come un obiettivo politico raggiunto ma è qualcosa da ritenersi necessario per il territorio”, conclude tra gli applausi dei presenti.

Lo stretto detiene il 20% del traffico nazionale passeggeri, ogni giorno migliaia di pendolari sono costretti a muoversi, per motivi di lavoro o studio, tra le due regioni andando incontro molto spesso a condizioni non proprio dignitose o quantomeno non conformi al servizio oneroso che pagano. La scelta dunque si concentra su quelli che sono i bisogni dei cittadini che ogni giorno si ritrovano a dover viaggiare, a loro va quest’importante traguardo che non solo non si pone di essere un atto di forza ma è oggettivamente classificabile come quella svolta che tiene conto delle necessità logistiche, delle finalità e delle potenzialità dello stretto.

Lo stretto è un territorio, un unico ambiente che per mitologia, storia, caratteristiche e geografia non può che essere unito” – ad affermarlo è la Senatrice del M5S Barbara Floridia – “E’ questo quello che quest’autorità vuole dare come primo segnale per la vera continuità territoriale.

Va. Ni.

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