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Torneo del maiorchino a Novara di Sicilia

Torneo del maiorchino a Novara di Sicilia

Al via alla XXXI Edizione del Torneo del Maiorchino 2019 a Novara di Sicilia, manifestazione dedicata al tipico formaggio pecorino del luogo, che si svolge ogni anno durante il periodo di Carnevale.

ll torneo, organizzato dal Circolo Sportivo Olimpia, avrà inizio giorno 27 gennaio per proseguire tutti i sabati e le domeniche, dalle 15 alle 18:30, fino alla Sagra del Maiorchino che si terrà il 3 marzo 2019, la domenica di carnevale.

La prima manifestazione popolare della maiorchìna a Novara di Sicilia, ha inizio nel primo trentennio del 1600, epoca in cui cominciava ad essere battuta la strada che va dallo spigolo della cappella della Madonna del Carmine (inizio discesa della Matrice) al piano Don Michele. Durante l’esecuzione dei suddetti lavori, nel primo trentennio del 1600, cominciò ad essere battuta la strada su cui precipitò e rotolò la prima “maiorchìna”.

A Novara di Sicilia il gioco si pratica ancora, con tanto entusiasmo e tanta partecipazione, seguendo le solite, vecchie e poche regole che governano il gioco. E’ un gioco di abilità ma soprattutto di fortuna, tramandato ai posteri dagli “antichi” per la naturale continuazione. Esso consiste nel lanciare la “maiorchìna”, facendo leva sul piede di appoggio fermo (pedi fermu) sul punto segnato, senza alcuna rincorsa, lungo il percorso che va dall’inizio della via Duomo al traguardo fissato alla fine di un muretto del piano don Michele. In caso di una eventuale appendice, dovuta al gioco, si prosegue come da tradizione, per la stradina che porta ai mulini di Corte Sottana.

Giocano 16 squadre regolarmente di tre concorrenti: si parte da “cuntea da chiazza”, arrivando sino al traguardo “a sarva”. Si lancia con una “lazzada”da attorcigliare al maiorchino, della lunghezza di non meno di metri 3 – 3,50, che consente al lancio maggiore forza, velocità e precisione.

Il gioco ha precise regole da rispettare. Indicati dai capitani i due primi giocatori, fanno la conta (u toccu) per stabilire chi deve iniziare il gioco. I due primi giocatori, rispettivamente intervallati, muniti di “lazzada”, (realizzata con lo spago da calzolaio, piegato e attorto in otto capi, della lunghezza di non meno di metri 3 – 3,50, ed impeciato, per meglio aderire alla circonferenza), lanciano il maiorchino “a maiurchèa” lungo il percorso citato e di seguito, i secondi giocatori delle rispettive squadre, alternandosi, dal punto dove è andata a fermarsi.

La squadra, composta da due o tre tiratori, che con il suo ultimo giocatore raggiunge, oltrepassa e va più lontano dal traguardo dell’altro, a parità di colpi (lanci), risulta la vincitrice ed ha diritto al possesso della posta in palio: “a maiurchèa”, la tradizionale mega maccheronata in piazza, al sugo di carne di maiale imbiancata da abbondante maiorchino grattugiato.

Si vive un’atmosfera di esultanza e di esaltazione, di emulazione e rivalità, di confronti e preferenze, di previsioni e pronostici, mentre, nel brusio della gente, partigiana di una o l’altra parte, si ascoltano voci che invitano a prestare attenzione all’imminente lancio della “maiorchìna” e si ridestano i ricordi di lanci “famosi” di giocatori che hanno fatto la storia del “giuoco della maiorchìna”. Come se si sfogliasse un vocabolario antico, si pronunciano, durante il giuoco, parole di lingue diverse. Si ascoltano parole ed accenti arcaici; sono parole che non si ripetono nell’anno, ma soltanto in occasione della sagra invernale novarese che si svolge nel periodo di Carnevale.

 

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