Home / Cronaca / Risanamento: ennesimo schiaffo per Messina, Gioveni: “Tutto il consiglio vada a Palermo”
Risanamento: ennesimo schiaffo per Messina, Gioveni: “Tutto il consiglio vada a Palermo”

Risanamento: ennesimo schiaffo per Messina, Gioveni: “Tutto il consiglio vada a Palermo”

“L’intero Consiglio Comunale si rechi a Palermo in forma ufficiale convocando una seduta straordinaria direttamente a Palazzo D’Orleans o a Sala d’Ercole per avere conto e ragione dell’ennesimo schiaffo subito in tema di Risanamento”.E’ questa la proposta del consigliere comunale Libero Gioveni che, dopo lo stralcio dell’art. 45 della Finanziaria che avrebbe consentito il passaggio gratuito delle aree IACP ad ARISME, ritiene a questo punto fondamentale una eclatante azione del Civico Consesso volta a difendere i diritti di una intera città.

“Non è più pensabile subire passivamente le continue angherie di chi potrebbe e non fa, di chi promette e non mantiene. Dopo la mancata dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo nazionale – prosegue indignato il consigliere – e dopo aver aspettato finora invano le somme residue della Legge 10/90, non possiamo di certo tollerare questo ennesimo affronto alla città che certamente frena tutte le operazioni di sbaraccamento, a partire dalle aree che da qui a breve saranno sgomberate (Camaro e Annunziata)”.

“Le sedute straordinarie già richieste sul Risanamento che mi hanno visto anche firmatario – rimarca ancora il consigliere comunale – a questo punto, seppur opportune, rischiano soltanto di farci parlare addosso senza avere gli interlocutori giusti (prove ne è l’assenza dell’assessore regionale alle infrastrutture Falcone nella famosa seduta aperta sul Risanamento convocata nell’agosto scorso)”.

“Auspico – conclude Gioveni – che questa iniziativa, chiaramente rinunciando ognuno alle spese di missione a Palermo, sia condivisa dall’Aula, che recandosi fisicamente sui luoghi delle “decisioni” potrà forse essere più incisiva nel far comprendere che un’intera città non ci sta più ad essere scippata di ciò che legittimamente le spetta”.

Seguici e condividi:

Lascia un commento

Torna su