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Zona Falcata, Articolo UNO: “L’ennesima sceneggiata di De Luca”

Zona Falcata, Articolo UNO: “L’ennesima sceneggiata di De Luca”

Domenico Siracusano, coordinatore provinciale Articolo Uno MDP, definisce sconcertante il modo in cui il Sindaco di Messina, Cateno De Luca, sta occupandosi dello sviluppo della città dello Stretto. E, riferendosi alla Zona Falcata ed al rilancio di waterfront ed ex Cittadella Fieristica, dice: “Non sono stati mai al centro dell’impegno di De Luca, né durante la campagna elettorale, né da sindaco eletto, che non si è mai interessato ad aree che possono rappresentante un possibile snodo per il rilancio della nostra città.”

Il Sindaco, dopo quasi un anno di amministrazione della città, ha scoperto solo ora la Zona Falcata e tutta una serie di cose che tutti sanno. Ovviamente lo fa nel suo stile, mettendo in campo una ennesima sceneggiata, che tanto ci ricorda quelle fatte, in mezzo ai baraccati, quando ha comunicato data e ora della fine dell’emergenza baracche. Stavolta,si è inventato un improbabile disegno di legge da affidare ai parlamentari di Forza Italia, partito che momentaneamente ha scelto.”

Gli onorevoli Siracusano e Germanà dovrebbero scrivere una proposta di legge di “due righe” per trasferire la titolarità delle aree del Demanio Marittimo della Zona Falcata dall’Autorità Portuale al Comune di Messina. In alternativa, pensa a una concessione demaniale che affidi le aree al Comune. Come sempre De Luca realizza una operazione di distrazione di massa, spostando la discussione rispetto al cuore della questione.”

Ci domandiamo quale beneficio apporterebbe la sottrazione delle aree della Zona Falcata all’Autorità Portuale per passarle al Comune. Mentre quest’ultimo non dispone di un euro ed è sull’orlo del default, l’A.P. è l’unico ente pubblico territoriale con riserve finanziarie tali da programmare interventi.”

Rimettere in discussione l’intera governance delle aree della Zona Falcata è come buttare il pallone in tribuna, invece che affrontare seriamente le cose, impostando un fruttuoso dialogo tra le istituzioni coinvolte e ponendo le basi per una idea di sviluppo della città, che evidentemente De Luca non ha. Che riparta dal mare e dalle aree di pregio che sul mare insistono.”

De Luca dimentica, poi, di essere autorevole componente del Comitato Portuale nella doppia veste di rappresentante del Comune e della ex Provincia, oggi Città Metropolitana, e che in quella sede avrebbe, cosa che non ha fatto, potuto svolgere un ruolo di pungolo e stimolo per far partire le improrogabili opere di bonifica. Perché non si è speso in questi mesi per sollecitare il Presidente della Regione, affinché ponga fine alla infinita telenovelas del Piano Regolatore Portuale, il cui iter non si è concluso mentre la sua approvazione sarebbe premessa indispensabile per avviare tutti gli interventi previsti, nell’intera area portuale.”

Non serve, inoltre, mettere in discussione il cosiddetto “Patto della Falce” tra Regione, Comune di Messina, Università di Messina e Autorità Portuale, sarebbe servito invece stimolare i vari attori ad adempiere alle proprie responsabilità. Di fronte a questi ritardi di Autorità Portuale e Università, il Sindaco non si è fatto parte attiva. Non è un caso che i Carabinieri, per conto della Procura della Repubblica, sembra abbiano avviato delle indagini sulla mancata bonifica della falce: una vera e propria bomba ambientale, rimasta senza colpevoli.”

De Luca recuperi il senso del suo ruolo di amministratore di una comunità e lo eserciti nel rapporto con le altre istituzioni coinvolte. Non servono inutili proclami ma la tessitura di relazioni positive che, nel rispetto delle prerogative di ciascun ente, consenta il raggiungimento di obiettivi strategici. Tutto il resto sono chiacchiere e campagna elettorale permanente.”

Occorre una reazione rispetto a questo continuo mistificare la realtà. Le forze progressiste di centro-sinistra, a partire dal Consiglio Comunale, battano un colpo e siano coerenti in termini di linea politica visto che De Luca avendo scelto Forza Italia non lascia margini ad ambiguità sulla sua collocazione politica. Lo stesso faccia il M5S che non sta brillando per idee e proposte concrete.”

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