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Falcone, sgominata rete di spacciatori: 13 arresti

Falcone, sgominata rete di spacciatori: 13 arresti

All’alba di oggi, nella Provincia di Messina, i Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gottohanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 13 persone (1 in carcere, 10 agli arresti domiciliari e 2 all’obbligo di dimora) responsabili, a vario titolo, di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, estorsione, furto, ricettazione, riciclaggio e danneggiamento di sistemi informatici, avvalendosi anche di minori nelle condotte di spaccio.

Il provvedimento restrittivo scaturisce da un’attività di indagine, sviluppata fin dal giugno 2016 dalla Stazione Carabinieri di Falcone, i cui esiti hanno consentito di documentare l’operatività di alcuni soggetti dediti all’approvvigionamento e spaccio di sostanze stupefacenti che attraverso una rete di spacciatori, anche minorenni, riuscivano a rifornire i diversi acquirenti sia di Falcone che dei comuni limitrofi.

Le investigazioni hanno svelato come il come centro nevralgico dello spaccio fosse un’attività commerciale di Falcone, costantemente rifornita grazie alla capacità degli indagati di interloquire con diversi fornitori della Provincia peloritana per l’acquisto di stupefacente secondo l’offerta più vantaggiosa.

Gli indagati, inoltre, si avvalevano spesso della forza intimidatrice e della violenza sia per ottenere il pagamento delle partite di droga vendute che per garantirsi l’impunità attraverso la reticenza degli acquirenti quando questi venivano controllati dai Carabinieri.

Le indagini sono state avviate dopo un sopralluogo presso il “Mercato Florovivaistico”, un immobile in disuso di proprietà del Comune di Falcone, svolto dai Carabinieri che avevano rinvenuto 3 piante di marijuana e raccolto elementi che permettevano di ricondurre la coltivazione ad uno degli odierni arrestati.
Infatti, lo sviluppo delle indagini faceva emergere come il principale indagato, Salvatore Isgrò, avesse avviato un’intensa attività di commercio di droga di vario genere (cocaina, hashish e marijuana), utilizzando come base operativa il proprio esercizio commerciale, una macelleria sita in Falcone. L’attività commerciale era utilizzata anche come paravento per ricevere i clienti, concordare le cessioni di droga, i prezzi, le quantità e qualità, in modo da non destare sospetto.

I Carabinieri hanno pertanto avviato un’attività di video sorveglianza del locale che ha permesso di documentare l’assidua ed abituale frequentazione della macelleria da parte di soggetti noti alle forze dell’ordine come assuntori di sostanze stupefacenti e con precedenti per reati in materia di spaccio di sostanze stupefacenti.
I movimenti registrati apparivano spesso anomali e non propriamente collegati alla vendita di carne, infatti taluni frequentatori del negozio parcheggiavano il veicolo sul quale viaggiavano, entravano nell’esercizio con circospezione e vi uscivano immediatamente dopo senza alcuna busta per alimenti o, in altri casi, uscivano dalla macelleria tenendo in mano dei sacchetti che, a seguito dei controlli, risultavano contenere stupefacenti di vario tipo e natura.

Dall’inchiesta, inoltre, è emerso che gli indagati abbiano cercato di ostacolare i controlli dei Carabinieri danneggiando una telecamera di video sorveglianza, utilizzata dagli investigatori per monitorarli e si siano adoperati per dotarsi di sistemi in grado di captare la presenza di eventuali microspie all’interno della predetta attività commerciale.

È inoltre emerso, come già anticipato, che i principali indagati riuscissero ad interloquire contemporaneamente con diversi fornitori della Provincia peloritana dimostrando sia una grande capacità economica nel pagamento delle partite di droga acquistate che una notevole abilità nell’organizzare una capillare rete di distribuzione al dettaglio delle diverse sostanze stupefacenti sia nel comune di Falcone che nei comuni limitrofi anche ad acquirenti di minore età.
Infine, è stato riscontrato come il principale indagato ricollocasse monili in oro ed altri preziosi, provento di furto, sul mercato legale, grazie alla complicità di un gioielliere, al fine di finanziare ulteriormente le proprie condotte illecite.

L’indagine ha consentito di arrestare in flagranza 3 persone, di sequestrare circa 1 Kg di hashish, 200 grammi di marijuana, 30 grammi di cocaina e sequestrare circa 2.500 euro quale provento dell’attività di spaccio, oltre a segnalare diversi acquirenti di sostanze psicotrope diverse.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito 13 provvedimenti a carico dei seguenti indagati:

  1. ISGRÒ Salvatore, 52enne, di Merì, destinatario di custodia cautelare in carcere;
  2. GITTO Mario, 45enne, di Falcone, destinatario di custodia cautelare degli arresti domiciliari;
  3. LA MACCHIA Filippo, 42enne, di Falcone, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;
  4. SCHEPIS Marco, 27enne, di Falcone, già detenuto per altra causa, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;
  5. SCARPACI Angela, 51enne, di Falcone, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;
  6. PANTÈ Tommaso, 49enne, di Gualtieri Sicaminò, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;
  7. CURRÒ Antonino, 46enne, di Spadafora, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;
  8. CUTTONE Massimo, 24enne, di Falcone, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;
  9. IMBESI Vito, 60enne, di Terme Vigliatore, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;
  10. CUTÈ Giovanni, 34enne, di Messina, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;
  11. CUTÈ Antonino Natale, 42enne, di Messina, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;
  12. DI BARTOLA Giovanni, 66enne, di Barcellona Pozzo di Gotto, destinatario dell’obbligo di dimora;
  13. RECUPERO Carmelo,47enne, di Barcellona Pozzo di Gotto, destinatario dell’obbligo di dimora.
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